La Storia
Antichissimo borgo medievale, Alvito sorge alle pendici del Monte Morrone sulle rovine dell’antica Cominium. La cittadina di Alvito è costituita da tre nuclei urbani: la Rocca, il Peschio e il Borgo Basso, che rappresenta l’attuale centro abitato. Fu fondata dai romani nel 291 a.C., ma le prime testimonianze certe si hanno solo alla fine del XI secolo, quando Alvito divenne dominio dell’Abbazia di Montecassino e dei conti d’Aquino.
Nel secolo XVI, dopo il terribile terremoto del 1349 che portò la morte di Adenolfo III d’Aquino, la città divenne possedimento della famiglia Cantelmo, in questo periodo Alvito conobbe un periodo di maggiore crescita tanto che diventò capoluogo della Valle di Cominio.
Nella seconda metà del quattrocento cominciò per la famiglia Cantelmo un periodo di decadenza, ciò causato dalle diverse sconfitte e soprattutto dall’attacco di Federico D’Aragogna che assediò Alvito. Divenne successivamente signoria dei Borgia, dei Navarra, dei Cordona, dei Gallio e infine fu possedimento dei Boncompagni.
Alla fine del XVII secolo, nonostante le distruzioni dei barbari e il terremoto del 1654, la città continuò a crescere e ad espandere il centro urbano con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi, tanto che, nel 1744, Carlo III di Borbone concesse ad Alvito il titolo di città con i suoi seimila abitanti e le tante strutture sorte per soddisfare le esigenze di tutti i cittadini.
Nel 1927 Alvito entrò a far parte della Ciociaria, poiché fino ad allora apparteneva alla provincia di Caserta. Negli ultimi anni la popolazione di Alvito si è dimezzata, infatti oggi conta circa tremila abitanti, ciò causato dalla crisi economica e sociale in cui si è trovava la Valle di Comino, che ha avuto come conseguenza una forte emigrazione.
Da vedere
- Resti del castello medievale: con le sue torri cilindriche, fondato intorno al XII secolo dai Conti d’Aquino
- Palazzo Ducale: ricostruito dal Cardinale Gallio in epoca rinascimentale, oggi costituisce la sede del municipio; all’interno delle maestose sale troviamo quattro grandi tele della scuola di Luca Giordano e di Nicola Melanconico
- Chiesa di San Simeone: edificata nel XVI secolo fu ricostruita nel XVIII, nella sacrestia si può ammirare una Crocifissione del Cavalier d’Arpino
- Chiesa di Santa Teresa: in stile barocco
- Porta Vado Grande: detta “ Porta Gotica” oltre la quale c’è l’ex convento di San Nicola
- Città fantasma: detta “Villaggio Cortignale”, un paese disabitato da oltre quattrocento anni. Parte del territorio montano di Alvito rientra nel Parco nazionale dell’Abruzzo
- “Fossa Maiura”: situata a pochi chilometri dal paese, essa rappresenta una depressione carsica a forma di un anfiteatro naturale, qui hanno origine le acque che alimentano il fiume Fibreno
Informazioni:
Distanza dal capoluogo (Km) 44
Abitanti 3.106
Altitudine (mt. slm) 475
Superficie territorio (Ha.) 4.823
Prefisso telefonico 0776
C.A.P. 03041
Collegamenti:
Scalo ferroviario Roccasecca Km. 30,5
Casello autostradale Pontecorvo Km. 32,5
Telefoni utili:
Uffici comunali Piazza Marconi
0776.510101
History
Ancient medieval village, Alvito rises on the slopes of Monte Morrone on the ruins of Cominium. The town of Alvito consists of three urban Rocca, fish and Lower Village, which is the current town. Founded by the Romans in 291 BC, but first you have some evidence until the late eleventh century, when Alvito came under the rule of the Abbey of Monte Cassino and accounts Aquinas.
In the sixteenth century, after the terrible earthquake of 1349 that led to the death of Adenolfo III Aquinas, the town became a possession of the family Cantelmo, Alvito in this period experienced a period of more growth when it became the capital of the Valle di Comino.
In the second half of the fifteenth century began for the family Cantelmo a period of decline, this caused by several defeats and especially the attack of Frederick D’Alvito Aragogna who besieged. Later became worship of the Borgias, of Navarre, of Cardona, the Gauls, and finally was owned by the Boncompagni.
At the end of the seventeenth century, despite the ravages of the barbarians and the earthquake of 1654, the city continued to grow and expand the city center with the construction of new civil and religious buildings, so that in 1744, granted to Charles III of Bourbon Alvito title city with its six thousand inhabitants and the many facilities chance to meet the needs of every citizen.
Alvito in 1927 became part of Ciociaria, because until then belonged to the province of Caserta. In recent years the population of Alvito was halved, it now has about three thousand inhabitants, that caused by the economic and social crisis in which it was the Comino Valley, which has resulted in high emigration.
Attractions
- Remains of medieval castle: with its round towers, founded about the twelfth century by the Counts of Aquino
- Palazzo Ducale: rebuilt by Cardinal Gallio in the Renaissance, is today the town hall, in the majestic halls of school there are four large paintings by Luca Giordano and Nicola Melancholy
- Church of St. Simeon, built in the sixteenth century it was rebuilt in the eighteenth, in the sacristy there is a splendid Crucifixion Cavalier D’Arpino
- Church of Santa Teresa: Baroque
- Port Vado Grande: called “gothic door, beyond which is the former convent of St. Nicholas
- Ghost town called “Cortignale Village”: a country inhabited by over four hundred years. Parte del territorio montano di Alvito rientra nel Parco nazionale dell’Abruzzo Part of the mountain area of Alvito within the National Park of Abruzzo
- “Blackwater Maiuri”: located a few kilometers from the village, it is a karst depression in the form of an amphitheater, here are the source waters feeding the river Fibreno
About:
Distance from the capital (Km) 44
Population 3106
Altitude (m asl) 475
Surface area (Ha.) 4823
Telephone 0776
ZIP 03041
Links:
Roccasecca railway station Km 30.5
Tollbooth Pontecorvo 32.5 km
Phone numbers:
Municipal offices Piazza Marconi
0776.510101
La Storia
Antichissimo borgo medievale, Alvito sorge alle pendici del Monte Morrone sulle rovine dell’antica Cominium. La cittadina di Alvito è costituita da tre nuclei urbani: la Rocca, il Peschio e il Borgo Basso, che rappresenta l’attuale centro abitato. Fu fondata dai romani nel 291 a.C., ma le prime testimonianze certe si hanno solo alla fine del XI secolo, quando Alvito divenne dominio dell’Abbazia di Montecassino e dei conti d’Aquino.
Nel secolo XVI, dopo il terribile terremoto del 1349 che portò la morte di Adenolfo III d’Aquino, la città divenne possedimento della famiglia Cantelmo, in questo periodo Alvito conobbe un periodo di maggiore crescita tanto che diventò capoluogo della Valle di Cominio.
Nella seconda metà del quattrocento cominciò per la famiglia Cantelmo un periodo di decadenza, ciò causato dalle diverse sconfitte e soprattutto dall’attacco di Federico D’Aragogna che assediò Alvito. Divenne successivamente signoria dei Borgia, dei Navarra, dei Cordona, dei Gallio e infine fu possedimento dei Boncompagni.
Alla fine del XVII secolo, nonostante le distruzioni dei barbari e il terremoto del 1654, la città continuò a crescere e ad espandere il centro urbano con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi, tanto che, nel 1744, Carlo III di Borbone concesse ad Alvito il titolo di città con i suoi seimila abitanti e le tante strutture sorte per soddisfare le esigenze di tutti i cittadini.
Nel 1927 Alvito entrò a far parte della Ciociaria, poiché fino ad allora apparteneva alla provincia di Caserta. Negli ultimi anni la popolazione di Alvito si è dimezzata, infatti oggi conta circa tremila abitanti, ciò causato dalla crisi economica e sociale in cui si è trovava la Valle di Comino, che ha avuto come conseguenza una forte emigrazione.
Da vedere
- Resti del castello medievale: con le sue torri cilindriche, fondato intorno al XII secolo dai Conti d’Aquino
- Palazzo Ducale: ricostruito dal Cardinale Gallio in epoca rinascimentale, oggi costituisce la sede del municipio; all’interno delle maestose sale troviamo quattro grandi tele della scuola di Luca Giordano e di Nicola Melanconico
- Chiesa di San Simeone: edificata nel XVI secolo fu ricostruita nel XVIII, nella sacrestia si può ammirare una Crocifissione del Cavalier d’Arpino
- Chiesa di Santa Teresa: in stile barocco
- Porta Vado Grande: detta “ Porta Gotica” oltre la quale c’è l’ex convento di San Nicola
- Città fantasma: detta “Villaggio Cortignale”, un paese disabitato da oltre quattrocento anni. Parte del territorio montano di Alvito rientra nel Parco nazionale dell’Abruzzo
- “Fossa Maiura”: situata a pochi chilometri dal paese, essa rappresenta una depressione carsica a forma di un anfiteatro naturale, qui hanno origine le acque che alimentano il fiume Fibreno
Informazioni:
Distanza dal capoluogo (Km) 44
Abitanti 3.106
Altitudine (mt. slm) 475
Superficie territorio (Ha.) 4.823
Prefisso telefonico 0776
C.A.P. 03041
Collegamenti:
Scalo ferroviario Roccasecca Km. 30,5
Casello autostradale Pontecorvo Km. 32,5
Telefoni utili:
Uffici comunali Piazza Marconi
0776.510101
La Storia
Antichissimo borgo medievale, Alvito sorge alle pendici del Monte Morrone sulle rovine dell’antica Cominium. La cittadina di Alvito è costituita da tre nuclei urbani: la Rocca, il Peschio e il Borgo Basso, che rappresenta l’attuale centro abitato. Fu fondata dai romani nel 291 a.C., ma le prime testimonianze certe si hanno solo alla fine del XI secolo, quando Alvito divenne dominio dell’Abbazia di Montecassino e dei conti d’Aquino.
Nel secolo XVI, dopo il terribile terremoto del 1349 che portò la morte di Adenolfo III d’Aquino, la città divenne possedimento della famiglia Cantelmo, in questo periodo Alvito conobbe un periodo di maggiore crescita tanto che diventò capoluogo della Valle di Cominio.
Nella seconda metà del quattrocento cominciò per la famiglia Cantelmo un periodo di decadenza, ciò causato dalle diverse sconfitte e soprattutto dall’attacco di Federico D’Aragogna che assediò Alvito. Divenne successivamente signoria dei Borgia, dei Navarra, dei Cordona, dei Gallio e infine fu possedimento dei Boncompagni.
Alla fine del XVII secolo, nonostante le distruzioni dei barbari e il terremoto del 1654, la città continuò a crescere e ad espandere il centro urbano con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi, tanto che, nel 1744, Carlo III di Borbone concesse ad Alvito il titolo di città con i suoi seimila abitanti e le tante strutture sorte per soddisfare le esigenze di tutti i cittadini.
Nel 1927 Alvito entrò a far parte della Ciociaria, poiché fino ad allora apparteneva alla provincia di Caserta. Negli ultimi anni la popolazione di Alvito si è dimezzata, infatti oggi conta circa tremila abitanti, ciò causato dalla crisi economica e sociale in cui si è trovava la Valle di Comino, che ha avuto come conseguenza una forte emigrazione.
Da vedere
- Resti del castello medievale: con le sue torri cilindriche, fondato intorno al XII secolo dai Conti d’Aquino
- Palazzo Ducale: ricostruito dal Cardinale Gallio in epoca rinascimentale, oggi costituisce la sede del municipio; all’interno delle maestose sale troviamo quattro grandi tele della scuola di Luca Giordano e di Nicola Melanconico
- Chiesa di San Simeone: edificata nel XVI secolo fu ricostruita nel XVIII, nella sacrestia si può ammirare una Crocifissione del Cavalier d’Arpino
- Chiesa di Santa Teresa: in stile barocco
- Porta Vado Grande: detta “ Porta Gotica” oltre la quale c’è l’ex convento di San Nicola
- Città fantasma: detta “Villaggio Cortignale”, un paese disabitato da oltre quattrocento anni. Parte del territorio montano di Alvito rientra nel Parco nazionale dell’Abruzzo
- “Fossa Maiura”: situata a pochi chilometri dal paese, essa rappresenta una depressione carsica a forma di un anfiteatro naturale, qui hanno origine le acque che alimentano il fiume Fibreno
Informazioni:
Distanza dal capoluogo (Km) 44
Abitanti 3.106
Altitudine (mt. slm) 475
Superficie territorio (Ha.) 4.823
Prefisso telefonico 0776
C.A.P. 03041
Collegamenti:
Scalo ferroviario Roccasecca Km. 30,5
Casello autostradale Pontecorvo Km. 32,5
Telefoni utili:
Uffici comunali Piazza Marconi
0776.510101
